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Due chiacchiere con la dott.ssa Daniela Benedetto

La dott.ssa Daniela Benedetto è Psicologa Clinica e Psicoterapeuta ad indirizzo Analitico Transazionale e, attualmente, esercita la sua professione a Roma.

Allo scopo di conoscerla meglio e presentarla agli utenti di iDoctors, le abbiamo rivolto qualche domanda.

 

Quando ha deciso di fare la psicologa?

E’ stata una decisione maturata nel tempo.
Mi sono sempre piaciuti gli studi umanistici ma soprattutto sempre sensibile al dolore altrui con tendenza al sentire empatico dell’altro.
Mio padre era medico e ho sempre ammirato la sua professione quale mezzo per aiutare il prossimo nella sofferenza.
La conclusione delle scuole superiori mi ha obbligato a scegliere drasticamente una strada, un percorso, il mio futuro professionale.

Ho deciso di studiare psicologia perché più direttamente connessa alla salute psichica delle persone, distante sufficientemente dalla medicina per non scambiarla con la patologia ma vicina alla medicina quale studio del comportamento umano e della sua anima (Psyche) ora più che mai orientata allo studio delle neuro scienze.

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti?

E’ un lavoro che prevede un costante aggiornamento, personale e professionale. Che impone un ‘esserci’ con te stesso e con gli altri. Una consapevolezza piena di te stesso ti permette di vedere davvero l’altro e con lui utilizzare al meglio le tue competenze.

 

Se non avesse fatto lo psicologo cosa avrebbe fatto?

Avrei fatto il medico di famiglia, senza dubbio.

 

Nuovi progetti per il futuro?

La voglia e il desiderio di aggiornamento non mi manca mai, seppure ultimamente vorrei pensare anche a viaggiare e al mio giardino.

 

Secondo lei, in che modo il web può aiutare lo psicologo nella sua professione?

Aiuta a veicolare con facilità la cultura e le informazioni un tempo inaccessibili ai più. La comunicazione aiuta la consapevolezza e le informazioni, riducendo i pregiudizi ma favorendo una nuova psicoeducazione in merito al saper essere.

 

Può raccontarci una storia significativa che le è capitata durante la sua carriera professionale.

La mia esperienza professionale è di per sè unica con ogni cliente perché ognuno di loro porta la propria storia, i propri vissuti emotivi e le proprie esperienze.
Ovviamente non posso entrare nel dettaglio per ovvi motivi di privacy ma i casi spaziano da una giovanissima ragazza con anoressia seguita con successo all’ inizio della mia carriera, ad un caso di un adulto che, attraverso l’elaborazione terapeutica con l’EMDR, di un vecchio ricordo ancora disturbante, riconosce un abuso subito nell’infanzia  o per ultimo una coppia che ha elaborato in studio la esperienza traumatica di un aborto subito di recente.