Categorie
Due chiacchere con...

Due chiacchiere con il dott. Eduardo Vitiello

Il dott. Eduardo Vitiello è Psicologo, Specialista in Psicoterapia e, attualmente, esercita la sua professione a Napoli e Roma.

Allo scopo di conoscerlo meglio e presentarlo agli utenti di iDoctors, gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare lo psicologo?

Nel giorno esatto in cui mi sono accorto che la vita che vivevo, gli studi che facevo, i progetti per cui lavoravo non erano congrui con la mia fantasia di futuro e con l’immagine che avevo del mio essere adulto. Quando mi sono reso conto che era il momento giusto, ho cambiato per dedicarmi agli studi in psicologia.

 

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

Il momento dell’insight, quello della scoperta, dell’intuizione che ristruttura quegli stessi elementi che stavano già lì ma che assumono una forma nuova, più vicina all’emotività e alla possibilità di essere se stessi. Un altro aspetto per me carico di soddisfazione è rappresentato dalla constatazione di quando chi ho di fronte a me scopre di avere risorse fino all’attimo prima inimmaginabili e grazie alle quali ristruttura la sua visione di determinate problematiche.

 

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

A volte occorre lucidamente e “serenamente” constatare il limite dell’impossibilità di aiutare una persona. In quel caso bisogna essere in grado di attivare una rete per indirizzare il paziente verso la professionalità o il professionista che si ritiene possa aiutarlo.

 

Se non avesse fatto lo psicologo cosa avrebbe fatto?

Avrei sicuramente fatto lo chef; il mio papà lo era e mi ha trasmesso la passione per la cucina, l’amore per gli ingredienti buoni e la pazienza che ci vuole per dare il tempo agli ingredienti di trasformarsi in succulenti e gustosi piatti.

 

C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?

Il direttore della mia scuola di psicoterapia, il prof. Mario Mastropaolo, che oggi non è più tra noi. Tra infinite altre cose mi ha insegnato la causalità circolare, cioè che i nessi causali non sono mai lineari: non c’è mai una causa ed un effetto, ma esistono diverse con-cause che in spazi e tempi diversi posso dare effetti diversi; quando applico questo al mio lavoro vedo illuminato il cammino che porta le persone alla “guarigione”.

 

Cosa fa nel tempo libero?

Sono un inespertissimo e raffazzonatissimo giardiniere, ma mi diverte molto entrare in contatto con il terreno, con le piante, con il giardino.

 

Nella sua esperienza le è capitato spesso di dover risolvere problemi legati a disinformazione in campo medico? Ci racconti il caso che ricorda di più.

In generale, quando accade che una persona arrivi in seduta già con una diagnosi redatta dal Dott. Google chiedo alla persona di fare un piccolo esperimento: gli chiedo di inserire sul motore di ricerca “il tal fattore X causa la malattia Y” e, dopo aver letto i risultati, di inserire “il tal fattore X NON CAUSA la malattia Y”. Molto spesso accade che si trovino dati a supporto di entrambe le ipotesi…da cui invito a concludere che l’unica possibilità è quella di affiadarsi a professionisti con laurea ”cartacea” e non elettronica.